Metodo Montessori, il bambino è padre dell’umanità e della civilizzazione

Viaggio nel credo montessoriano di una visione dell'infanzia che guarda all'individuo senza apporre disturbi e intromissioni ma lo valorizza già nei primi tre anni di età
Metodo Montessori, il bambino è padre dell’umanità e della civilizzazione

Da Montaltouffugonline.it del 1 Agosto 2017

La comunità infantile montessoriana prende vita da un grande principio, ideale e scientifico, che Maria Montessori ha così espresso: “Il bambino non è debole e povero; il bambino è padre dell’umanità e della civilizzazione, è il nostro maestro anche nei riguardi della sua educazione. Questa non è una esaltazione fuori misura dell’infanzia, è una grande verità”.

Maria Montessori inizia un percorso di scoperta che punta a un’età in particolare, quella da 0 a 3 anni. Secondo Maria Montessori, una delle prime donne in Italia a laurearsi in medicina, in questo periodo della vita di ogni individuo si creano i caratteri della nostra specie.

Il bambino, appena nato, conserva e porta con se quanto maturato nel grembo materno che nel primo triennio di vita assume le caratteristiche umane, quelle che ci differenziano: il movimento, il linguaggio ed il pensiero.

Metodo Montessori, il bambino è padre dell’umanità e della civilizzazione

Metodo Montessori, il bambino è padre dell’umanità e della civilizzazione

E’ questa l’età dell’oro dell’essere umano, il bambino venuto al mondo e senza alcuna conoscenza crea la nostra realtà. Un concetto affascinante, una visione della vita e della crescita dell’individuo che ribalta i classici stereotipi dell’educazione infantile, di ciò che il bambino rappresenta e degli elementi distintivi di cui si caratterizza, in questa sua prima fase della vita.

Si tratta dunque di un processo che porta alla costruzione dell’individuo, dal nulla, ovvero dalla nascita. L’educatrice montessoriana, può solo osservare, dunque non interviene. Il motivo? Molto semplice, perché è consapevole del fatto che nulla preesiste al neonato.

C’è qualcosa però di inconscio che Maria Montessori desidera guardare ed esplorare. Il neonato, seppur all’occhio degli adulti appare inoperoso, possiede potenti forze biologiche e psicologiche, nascoste e invisibili all’adulto, attraverso le quali si affaccia alla vita e le utilizza sforzandosi, nei suoi esercizi mentali.

E’ sufficiente che sia trascorso anche solo un anno di vita per percepire il lavoro svolto dalla psiche del bimbo. Egli ha recepito informazioni dal mondo circostante, le ha elaborate ed ordinate. Riesce a pronunciare le sue prime parole, così come esegue anche le sue primissime valutazioni, in base alle impressioni che coglie durante qualsiasi delle sue attività, psichiche e motorie. Impara a conoscere il suo corpo, sente che gli appartiene.

L’educatore montessoriano, non si pone mai dunque come un maestro e pedagogo ma osserva, perché sa che non potrà mai indirizzare o deviare il processo che il bambino sta svolgendo, con la quale si forma e si crea.

Maria Montessori ha specificato che “Nel caso dell’essere umano non si tratta dunque di sviluppo, ma di creazione, la quale parte da zero. Il meraviglioso passo compiuto dal bambino è quello che lo conduce dal nulla a qualche cosa, ed è difficile per la nostra mente afferrare questa meraviglia”.

Principi che portano a una considerazione fondamentale che una scuola autenticamente montessoriana deve esprimere, ovvero la massima fiducia nell’interesse spontaneo del bambino, nel suo impulso naturale ad agire e conoscere. Molto è legato infatti all’ambiente in cui il bambino cresce. Se questo risulta scientificamente organizzato e preparato, allora ogni bambino potrà sviluppare il proprio disegno di crescita e di sviluppo interiore che segue il proprio istinto-guida. Ciò contribuisce ad aumentare l’interesse nei confronti dell’apprendimento, del lavoro, del costruire e portare a termine ogni iniziativa intrapresa. Parametri e attività che servono a sperimentare e valutare ogni forza del bambino, misurandola e controllandola.

E’ in queste fasi che l’educatore montessoriano deve invece agire, costruendo un ambiente capace di suscitare nel bambino maggiore interesse ed evitando di intervenire, perché quest’ultima azione apporterebbe disturbo allo svolgimento del lavoro sia pratico che psichico che il bambino sta svolgendo. E’ il bambino che guiderà l’educatore, per questo è considerato il padre dell’umanità e della civilizzazione.

Sono questi i presupposti indispensabili per poter mettere in pratica il metodo Montessori, riconosciuto in tutto il mondo, e guidato dall’Opera Nazionale Montessori, la quale ha il diritto-dovere di sostenere sotto il profilo metodologico tutte le scuole che adottano il metodo Montessori, sia pubbliche che private, mediante apposite convenzioni.

A Montalto Uffugo, come detto in altro articolo, nascerà il “Nido e Casa dei Bambini – Montessori Montalto Uffugo”, una struttura che si fregerà del supporto tecnico dell’Opera Nazionale Montessori.

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